sabato 20 aprile 2019


RECENSIONE a     

“CUORE DI LUPO” di Chiara Casalini





NOTIZIE UTILI

TITOLO: Cuore di lupo

AUTORE: Chiara Casalini

EDITORE: Self

ANNO PUBBLICAZIONE: 2018

PAGINE: 273

PREZZO DI COPERTINA: 3.99€

GENERE: Dark fantasy



SINOSSI

Cleo si sveglia in preda a un attacco d’ansia, e le occorre un po’ per realizzare di essere in una camera d’albergo con Sebastian, un ragazzo incontrato in un locale.

Quella notte di passione, insieme alle prime rivelazioni del giovane, segnano per lei l’inizio di una nuova vita. Dovrà affrontare il suo doloroso passato, fatto di violenza e meschinità, per aprirsi a un incredibile segreto: Sebastian è infatti un licantropo. Superati sconcerto e paura, Cleo si appassiona al calore di una nuova famiglia, scoprendo il legame con la Natura.

Di nuovo, il passato di Cleo torna a tormentarla, ma la ragazza viene a conoscenza delle sue vere origini norvegesi, radicate in uno dei branchi di lupi più antichi e puri. Cleo e Sebastian partono allora per la Scandinavia, culla dello sciamanesimo. Marchiata a fuoco sulla schiena durante la sua iniziazione, Cleo si trasforma solo in parte, tra le braccia del vero padre biologico, che le dà una terribile notizia: lei è di sangue misto, e non può essere accettata dal branco.

Eppure, Cleo si affida alla saggezza delle rune e all’amore per Sebastian, trovando la sua strada.



RECENSIONE 

Dopo la trilogia sui vampiri l’autrice mi ha catapultato in una nuova avventura immersa nei boschi e in compagnia di una famiglia diversa dalle altre, una famiglia di licantropi.

Cleo è una ragazza che nella vita ha sofferto molto, troppo. Non ha mai conosciuto il padre biologico né la madre ha mai voluto svelarle nulla a riguardo, rimasta poi orfana di madre ha vissuto col patrigno, uomo violento che ha ripetutamente abusato di lei rendendola fragile e insicura finché non incontra casualmente Sebastian. Lui è il contrario di tutto ciò che nella vita ha sempre visto e sperimentato: è gentile, premuroso, protettivo. Un uomo quasi irreale per come si comporta e per come parla, sembra uno strano mix fra un gentlemen d’altri tempi e un maestoso animale selvatico e Cleo non può fare a meno che innamorarsene perdutamente. All’ennesima violenza del patrigno Sebastian la salva uccidendo l’uomo e porta Cleo con sé nei boschi dove vive la sua famiglia. Qui la narrazione muta completamente, dall’oscurità e dalla violenza passiamo all’amore e alla condivisione. L’aria che si respira è la classica del focolare dove una vera e allargata famiglia vive insieme e dove i suoi membri lottano uno per l’altro senza barriere né limiti come in un branco. Dal sentirsi completamente sola e in balia dell’oscurità Cleo inizia a far parte di un gruppo, scoprendone tutti i vantaggi e anche qualche piccolo svantaggio. Entra anche in contatto con la natura che sembra chiamarla a sé, volerle parlare, come una vecchia e cara amica.

Eventi drammatici e colpi di scena di mescolano così a scene di intensa passione e ad ancestrali rituali creando un mondo unico e meraviglioso del quale non si è mai sazi tant’è che spero vivamente in un seguito.

Concludo con un accenno allo stile dell’autrice che apprezzo molto. Intanto la semplicità e la delicatezza, anche nel raccontare eventi drammatici, è una sua caratteristica molto importante che unita alla fluidità della narrazione permettono al lettore di calarsi nella parte, di assaporare il clima del branco, di odorare gli alberi del bosco e di guardare negli occhi di lupo senza temerlo, il tutto con un grande rispetto per la Natura e per le sue creature.

Consigliatissimo!



VOTO
Libro   5 stelline
Erotismo 4 stelline



 
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